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5月4日 FRATELLI D'ITALIAVITTORIA!!!! VITTORIA!!!!! VITTORIA!!!! VITTORIA!!! VITTORIA!!!! VITTORIA!!!! Dopo una pausa che dura dal 28 giugno dell'anno scorso, finalmente il nostro inno torna a suonare sul podio della MotoGp!!! Ed il cuore batte all'impazzata per le note della musica di Mameli, sembra voler schizzare fuori dal petto mentre, senza nemmeno accorgermene, dalle labbra escono con orgoglio le parole che ci rendono Fratelli d'Italia... E Valentino sullo schermo sorride, trasuda contentezza, sembra brillare di quella luce che solo lui emana quando sa di aver corso, e vinto, seguendo le sue regole, il suo modo di guidare... Ed io vedo quel sorriso e mi sciolgo, faccio fatica a tener dentro le lacrime di commozione che dovrebbero lavar via i residui di 48 minuti sull'orlo di un arresto cardiaco! :D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D Per gli appassionati di MotoGp che non si soon svegliati in tempo per la gara, o che non hanno fatto tirata unica da ieri sera (come la sottoscritta) mi dilungherò in una spiegazione dettagliata della gara, ricordandovi comunque che andrà in replica su ItaliaUno alle 14.00 Allora: tempo incerto, pista umidiccia. Edwards parte in pole, con Valentino subito dopo: nelle prime curve c'è un bel pò di casino, non si capisce bene chi sta in testa (ed io che prego che il mio cuore non mi abbandoni). Stoner, dopo un breve expolit in prima posizione (se non sbaglio, ma in realtà non ricordo bene) scivola in terza in posizione, esibendosi in quelle staccate in derapata che conoscevamo tanto bene ai suoi teneri esordi (quando puntualmente finiva lungo disteso per terra). La sua Ducati sembra aberrare il concetto di linea retta, lasciando che il posteriore copra ogni cm quadrato di pista prima di entrare in curva, mentre la consorella moto di Melandri sembra essere in perfetta forma, portando il suo pilota a concludere una gara più che dignitosa (vai Macho!). Intorno al settimo giro Pedrosa è in testa, con Valentino che non intende lasciarlo solo nemmeno un secondo: il nostro Rossi nazionale infatti, dopo un tentativo di sorpasso finito lungo alla curva dopo il rettilineo, ed una volta sbarazzatosi di Edwards, si esibisce in una di quelle sue staccate che innalzano il suo stile di guida al rango di "poesia" e si piazza in testa, dando il via ad una serie di tempi su giro che giungono al culmine quando lacera il record su pista dell'anno precedente, appartenente a Pedrosa, con un 1'59''002 (sempre se la mia labile memoria non mi inganna). L'ispanico Dani, il calimero delle due ruote, non molla la presa fino a qualche giro prima del traguardo, quando capisce che con il Valentino di oggi non c'è storia. Ed è palese che non c'è gioco oggi con Il Dottore: le traiettorie delle sue curve sono larghe la metà di quelle degli altri, la sua velocità su rettilineo è paragonabile ai bei tempi in cui si correva con le mille, le sue frenate sono lisce come velluto, la sua M1 ricama sull'asfalto cinese simile ad una Parca per i suoi avversari. Eccolo il Valentino che ho sempre amato, quello che mi rimescola gli organi interni ogni volta che lo vedo guidare... Quando ha tagliato la linea del traguardo ho urlato che mi hanno sentito come minimo fino in San Babila, e guardando la cerimonia del podio sorridevo come un'ebete, da sola in casa, in pigiama, mangiando fusilli al pesto (alle dieci del mattino, olè :D). Ho provato una gioia quasi perversa nell'ascoltare le parole di sconforto di uno Stoner che non si capacitava di essere arrivato solo terzo, ed ho sentito un fremito di ribrezzo nel vedere un Pedrosa tutto allegro e sorridente (ma lui non era calimero?), poi la telecamera si è fermata sul volto di Valentino e nei suoi occhi ho visto tutti i motivi che lo rendono il mio eroe: c'era la bellezza di una sfida superata, la certezza delle proprie possibilità, la soddisfazione di sbattere una gara spettacolare in faccia a tutti quelli che gli avevano voltato le spalle quando aveva smesso di essere sempre il primo e l'unico, ma soprattutto c'era quello che dovrebbe essere alla base di tutto quello che si fa nella vita, il divertimento.
CHE SPETTACOLO! 4月29日 N'oubliez jamaisPapa, why do you play
All the same old songs Why do you sing With the melody Cause down on the street Somethings goin' on There's a new beat And a brand new song He said In my life, there was so much anger Still I have no regrets Just like you, I was such a rebel So dance your own dance, and never forget N'oubliez jamais I heard my father say Every generation has its way A need to disobey N'oubliez jamais It's in your destiny A need to disagree When rules get in the way N'oubliez jamais Mamma, why do you dance To the same old songs Why do you sing Only the harmony Down on the street Something's goin' on There's a new beat And a brand new song She said In my heart theres a young girls passion For a life long duet Someday soon Someone's smile will haunt you So sing your own song and never forget N'oubliez jamais I heard my father say Every generation has its way A need to disobey N'oubliez jamais It's in your destiny A need to disagree When rules get in the way N'oubliez jamais What is this game Searching for love or fame, it's all the same One of these days you say that love will be the cure I'm not sure N'oubliez jamais I heard my father say Every generation has its way A need to disobey N'oubliez jamais It's in your destiny A need to disagree When rules get in the way N'oubliez jamais DISCLAIMER questo post è la conseguenza di: sonno, influenza, aspirina, flomax, zerinol, hamburger scaduti, lettura completata di Into The Wild, pioggia, esami nelle vicinanze, confusione sentimentale, etc etc etc. Sicuramente appena sarò tornata in me negherò tutto quello che verrà scritto di seguito, quindi affido il tutto alla custodia duratura ed imparziale delle pagine di un blog… FINE DISCLAIMER
Piango di nuovo stanotte, raggomitolata sotto il piumone, immersa nella familiare oscurità della mia stanza che ha già visto queste lacrime, ma questa volta non credo siano lacrime di dolore o di rimpianto: sono gocce di riflessioni che hanno trovato un modo per un altro per venire alla luce. Questo post è ispirato e dedicato ai miei genitori, e sto per fare una cosa che non credo di aver mai fatto in tutta la mia esistenza: voglio ringraziarvi. Sembra una cosa stupida, ma sento il bisogno di dirlo, e lo faccio con la consapevolezza che tanto non leggerete mai queste parole, visto che la vostra dimestichezza informatica ancora non ha toccato il mondo oscuro ed impenetrabile dei “blog”, questi esseri misteriosi… Devo ringraziarvi perché se oggi sono quello che sono è merito, e colpa, vostra. Tutti i suggerimenti, i divieti, le punizioni, le carezze, i riconoscimenti, i litigi e le complicità sono alla base della persona che riconosco allo specchio. Ricordo nitidamente tutte le volte che mi sono incazzata come una iena per una decisione che non ritenevo giusta, una punizione inflitta dove non ce n’era bisogno, un obbligo al quale non sentivo di dover sottostare, ma adesso che del tempo è passato, adesso che sotto alcuni aspetti sono cresciuta, riesco a capire cosa vi spingeva a prendere certe decisioni, e dove non posso giustificarlo almeno posso comprenderlo, mettendomi nei vostri panni. Più vado avanti più capisco che un ragazzo in crescita non vede altro che il mondo a poche spanne dal suo naso, e si ribella ai genitori pensando “lasciatemi vivere la mia vita, io sono giovane, ne ho il diritto, non come voi che ormai siete derelitti!”. Quanto è piccolo il mondo di un adolescente, ma è quel mondo che bisogna modellare, perché quando l’orizzonte va espandendosi quel piccolo ecosistema è l’unico termine di paragone che abbiamo. E quindi vi ringrazio per il modo in cui avete cercato di modellare il mio piccolo mondo. Fin dall’inizio non avete mai detto “si fa così perché è giusto perché lo diciamo noi quindi non discutere”, ma mi avete mostrato il maggior numero di scelte possibili, sottotitolate “buona” o “cattiva” in base alle vostre esperienze, e poi mi avete lasciato libera di percorrere la mia strada. Davanti a me ci sono state sempre tutte le opzioni, nessuna via preclusa: mi avete dato un assaggio di viaggi, di sport, di teatro, di amicizia, di musica, di passioni, di poesia… E quando ero ancora una bambina, forse non volevate e non dovevate, ma mi avete messo davanti agli occhi i problemi della convivenza in famiglia, del tradimento, delle scelte obbligate e dolorose, dei litigi violenti, della separazione. Ed allora soffrivo, ho sofferto, chiedendomi perché dovevo vedere e capire certe cose, ma alla fine quando sono arrivata ad affacciarmi sul mondo “dei grandi” ero già preparata e certe scene, già pronta ad affrontare certi problemi, e sono stata d’appoggio per chi non aveva idea di quello che l’aspettava dopo l’era delle Barbie e di Topo Gigio. Tante volte mi sono sentita dire che sono troppo matura per la mia età (matura, che brutto termine), una maturità che mi metteva in una luce diversa, forse migliore, per chi mi stava davanti, e non posso fare a meno di pensare che questa maturità deriva da quello che mi avete e non mi avete dato. Grazie, di nuovo. Alla fine, sono arrivata anche io ai fatidici diciotto, età in cui ogni adolescente identifica l’acquisizione della propria libertà personale, la liberazione dal giogo opprimente dell’autorità parentale, e sono rimasta sconvolta, perché senza fare una grinza, senza un cenno distinguibile, voi quella libertà me l’avete data. Nessuno alla fine crede mai che i propri genitori da un giorno all’altro cambino atteggiamento solo perché hai l’età minima per portare una macchina, ed invece io me la sono trovata davanti in tutta la sua vastità e per un attimo sono rimasta spiazzata. Non che abbiate smesso di preoccuparvi per me come genitori, questo credo che non potrà mai avvenire, ma avete smesso di guardarmi come una bambina: ai vostri occhi ero un’adulta. Mi ricordo del giorno in cui io e Piero decidemmo di andare un weekend a Parigi, senza un motivo preciso, sfruttando il fatto che Patrizia ci andava per assistere ad una cerimonia al tempio buddista. Io e lui eravamo pronti al quinto grado, ad ogni tipo di resistenza da parte vostra, ed invece avete solo sorriso ed assentito. Esterrefatta! Ho visto la fiducia nei vostri occhi, quella fiducia che si concede ad un amico. Di punto in bianco sono diventata una persona responsabile delle proprie azioni, consapevole delle proprie decisioni; non più un’adolescente, ma una ragazza che va a vivere da sola per provare le proprie capacità, una ragazza che parte in macchina con un’amica senza una meta dopo l’esame di maturità, una ragazza che fa sesso, una ragazza che si cerca un lavoretto per avere la libertà di godersi una nottata con gli amici senza la consapevolezza di star gravando inutilmente sulle spalle della famiglia, una persona alla quale confidare i problemi di una vita già vissuta per metà. Mi avete raccontato dei vostri problemi come li avreste raccontati ai vostri fratelli o amici, senza quel velo che ricopre le parti più spiacevoli che i ragazzini non dovrebbero ascoltare, ed allora ho capito una cosa fondamentale. I genitori sono esseri umani. Questo è forse il concetto che ogni figlio non riesce ad afferrare. I genitori sono esseri umani, ed in quanto tali sbagliano, soffrono, si illudono, sperano, disperano, si scazzano, si appassionano, si affezionano. Sono persone come tutte le altre, con le loro debolezze ed i loro punti di forza, soltanto che faticano per anni per non mostrare ai propri figli i punti più fragili, e certe volte crollano. Per i bambini i genitori sono come dei supereroi: imbattibili, invincibili, instancabili, solo che poi i bambini crescono e diventano adolescenti ribelli ed insofferenti (fa parte del DNA mettersi in contrasto con i genitori, non si può evitare), mentre mamma e papà ancora si adoperano per tenere in vita l’immagine di supereroe. E noi gli urliamo in testa… Quindi, per concludere questo sentimentale sproloquio, mamma e papà, mi rivolgo a voi: so che da qui agli anni a venire la maggior parte delle volte che parleremo io sarò insofferente, ironica, sarcastica, scazzata, scontrosa, perché è parte di me essere così, ma almeno sono giunta ad un punto in cui riconosco il vostro ruolo in quello che sono diventata, e per questo, vi ringrazio. 4月28日 With YouThere's something in your ways
That makes me wanna stay here for a thousand years So just cry your fears, yeah, I need you everyday Inside you I just want to wipe away your fears So just cry your tears, yeah I wish I was with you If I stay well than your tears will set you free If I stay right here and forever with you Everything I feel for you is everything I want to stay with you If I stay right here and forever with you My eyes! This is tearing me apart I wish I could be in your soft arms Feel you again Anytime I feel like I'm to far Than I will try to remember all ours and your memories I know I wish I was in you If I stay Well then your tears will set you free If I stay right here and forever with you Everything I feel for you Is everything I want to stay with you If I stay right here And forever with you my eyes! Tra ieri e oggi ho fatto una bella chiacchierata con Giulia, di quelle che non facevamo da un po, di quelle che spaziano dalla riflessione del senso sociale della cultura post-moderna alla pecunia di camicie nel mio guardaroba, passando anche attraverso una lezione telematica di cucito in quattro mosse (una tipica conversazione tra amiche su msn, insomma), poi la selezione "ad minchiam" del mio iTunes ha deciso di mettere questa canzone e.... ed è stato allora che ho capito tutto! Tralasciando i bei cari vecchi ricordi di estati calde e sorridenti che questa canzone porta con se, sono diventata consapevole del ruolo che mi sono scelta, non del tutto consapevolmente, per la mia attuale esistenza: la crocerossina!!! Cuori infranti? Delusioni? Amarezza? Apatia? Disillusione? Solitudine? Non chiedo di meglio! Sviluppo una sorta di attaccamento morboso per questi soggetti sul gradino più infimo dell'autostima e della felicità, e mi impegno con tutte le mie forze per aiutarli a rialzarsi, quasi fosse una crociata, un dovere superiore al quale non posso fare altro che sottostare. Nella mia follia (perchè di follia si tratta), vorrei asciugare tutte le lacrime, restituire tutti i sorrisi, accudire tutti i miei pazienti finchè un giorno non mi dicano, con viso sereno, "grazie per avermi dato una spalla su cui appoggiarmi". W le illusioni e le manie di grandezza! Ovviamente, come in tutte le storie ambientate sul pianeta terra, c'è un risvolto negativo, anzi, due! Primo: perchè mi faccio un culo grande così per convincere gli altri che il mondo è bello e la vita è fantastica quando poi sono io la prima che passa giornate intere persa nei miei lugubri labirinti mentali? Perchè non rivolgo tutta questa passione e devozione sulla persona che dovrebbe essere in cima alla mia lista di priorità, cioè io? perchè sono scema....
Secondo aspetto negativo: le persone non vogliono essere aiutate. E' difficile ammettere di avere un problema, specialmente se poi chi ti sta davanti a mano tesa non è qualcuno che conosci da sempre. Tutti abbiamo preso batoste e fregature, da ogni angolazione possibile, e ci siamo quindi creati uno schermo di diffidenza che dovrebbe proteggerci da colpi nuovi ma ci impedisce anche di far avvicinare chi non ha altro da offrire se non un po di tempo per ascoltare. Io la sento questa resistenza, la vedo nelle difficoltà che incontro a far parlare la gente di sè, la percepisco nella differenza tra quello che una persona è in compagnia e quello che magari scrive nelle pagine desolate di un blog, e mi fa male. Mi rendo conto alla fine di essere fin troppo insistente, di passare per ficcanaso, di essere invadente, e giuro che non lo vorrei, ma presa nella mia "mission impossible" come crocerossina degli stati d'animo il più delle volte nemmeno me ne accorgo di aver travalicato il limite...
La canzone all'inizio del post è per chi, come me, fa della felicità dei propri amici un motivo essenziale della propria felicità... 4月23日 Cuz i CanP-I-N-K W le nottate folli!!!! Verso le nove esco con Karol per andare ad una degustazione di vini vicino casa, ma giunte sul posto ci accorgiamo che i nostri informatori (eleonora, la mia coinquilina) devono essersi sbagliati, perchè non c'è nulla. Camminando verso casa sentiamo della musica uscire da una specie di fabbrica e decidiamo giustamente di infiltrarci. Beviamo vino bianco e mangiamo deliziose portate di pesce, tutto rigorosamente a scrocco, finchè io non intravedo fra gli invitati Francesco Mandelli, il Vj di Mtv. In preda a violente crisi isteriche di risate architetto con Karol un piano per conoscerlo, ed ecco che la splendida PoliRadio ci fornisce l'alibi perfetto: siamo giornaliste! Con l'aiuto di qualche sguardo languido ai camerieri del servizio catering scopriamo che ci troviamo alla mostra fotografica di un tale Jacopo Benassi, e pochi minuti dopo eccoci sedute con l'artista in una saletta ad improvvisare un'intervista per la radio. Io mi lancio in domande pseudo-filosofiche e faccio finta di prendere appunti su un foglio recuperato per magia, mentre Karol mi lancia sguardi del tipo: "ma che minchiate vai dicendo?" Conclusa la professionalissima intervista ci lanciamo sul vero obiettivo di tutta la messinscena, il Nongio, ma io perdo il controllo dei miei pochi neuroni ed inizio a sparare cazzatea raffica intermezzate con violente risate isteriche. Il nostro intervistato, avendo notato la poca serietà della cosa, si dilegua prima che io possa averlo invitato in radio, ma a questa mi defayance rimedia Ilmas, che ci ha appena raggiunte ed è abbastanza innervosito perchè il suo programma non è andato in onda: tampina il Mandelli all'uscita, si scusa per il mio comportamento da ebete e riesce a farsi dare l'indirizzo email! Forti delle nostre conquiste io e Karol ci mettiamo on macchina alla volta di Settimo Milanese per recuperare Crema con l'intento di portarlo a Milano e poi uscire tutti insieme a farci una bevuta, ma l'ora è tarda e Ilmas ci fa capire che tutta sta voglia di uscire proprio non ce l'ha. Dopo una ventina di minuti ed una dozzina di infrazioni al codice della strada (modestamente guidavo io) giungiamo sotto la dimora di Crema, che si fa attendere peggio di una donzella. Accantonati i progetti di baldorie notturne ad oltranza ci rifugiamo in un pub poco distante: stiamo tranquillamente bevendo le nostre birre ed ingurgitando patatine e chele di granchio quando il nostro cavaliere viene avvicinato dai ragazzi del tavolo accanto al nostro (ben otto baldi giovini) che gli fanno i complimenti per la compagnia. Il nostro amato Crema sente nell'aria profumo d'affari ed inizia a contrattare per "concederci" una notte ai simpatici ragazzi, ma io e Karol non siamo tipe che ci svendiamo per poco e così l'affare sfuma. La conversazione, come sempre, degrada su temi via via più perversi e degenerati, ma non voglio rischiare la censura del blog, quindi chiuderò qui il mi racconto.
3月31日 SnowCome to decide that the things that I tried
Were in my life just to get high on When I sit alone come get a little known But I need more than myself this time Step from the road to the sea to the sky And I do believe it, we rely on When I lay it on come get to play it on All my life to sacrifice Hey oh, listen what I say, oh I got your hey oh, now listen what I say, oh When will I know that I really can't go To the well once more time to decide on When it's killing me, when will I really see All that I need to look inside Come to believe that I better not leave Before I get my chance to ride When it's killing me, what do I really need All that I need to look inside Hey oh, listen what I say, oh Come back and hey oh, look at what I say, oh The more I see, the less I know The more I like to let it go Deep beneath the cover of another perfect wonder Where it's so white as snow Privately divided by a world so undecided And there's nowhere to go In between the cover of another perfect wonder And it's so white as snow Running through a field where all my tracks will be concealed And there's nowhere to go When to descend to amend for a friend All the channels that have broken down Now you bring it up, I'm gonna ring it up Just to hear you sing it out Step from the road to the sea to the sky And I do believe what we rely on When I lay it on, come get to play it on All my life to sacrifice Hey oh, listen what I say, oh I got your hey oh, listen what I say, oh The more I see, the less I know The more I like to let it go Deep beneath the cover of another perfect wonder Where it's so white as snow Privately divided by a world so undecided And there's nowhere to go In between the cover of another perfect wonder Where it's so white as snow Running through the field where all my tracks will be concealed And there's nowhere to go I said hey, hey yeah, oh yeah, tell my Lord now Hey, hey yeah, oh yeah, tell my Lord now Deep beneath the cover of another perfect wonder Where it's so white as snow Privately divided by a world so undecided And there's nowhere to go Deep beneath the cover of another perfect wonder Where it's so white as snow Running through the field where all my tracks will be concealed And there's nowhere to go I said hey, oh yeah, oh yeah, tell my Lord now Premetto che la canzone non c'entra una mazza con quello che voglio dire nel post, ma volevo qualcosa che avesse nel titolo la parola "neve" e la mia playlist mi ha fornito solo questo, quindi tenetevela per cultura personale... La parola NEVE mi serviva per introdurre questa allegra descrizione delle mie vacanze di pasqua, dove la neve ha fatto da protagonista. Sono andata a Roccaraso con le migliori intenzioni di abbronzarmi sul pratone, ed invece mi sono ritrovata a congelarmi con le scarpe di tela sotto una decina di cm di neve (mamma maledetta, che mi hai consigliato di portare solo roba leggera che tanto si crepa di caldo, eh?). Ma, temperature polari a parte, finalmente una vacanza di pasqua SPETTACOLARE!!! Un sano cazzeggio fine a se stesso assieme ad i miei amici, sia quelli fedeli di sempre (Vale, Piero e Barby) sia quelli nuovi (Piero 2, Andrea e gli altri di cui assolutamente non ricordo il nome Stavolta, tornare a Milano è stato più faticoso e doloroso del previsto, e non vedo l'ora che arrivi il weekend elettorale solo per avere un'ottima scusa per tornare a Napoli. Un grazie dal più profondo del cuore a tutti quelli che hanno condiviso con me questa mini-vacanza: vi voglio bene, sappiatelo! Sara 3月14日 POLIRADIOSono entrata a far parte della Poliradio, nello staff della redazione!
In realtà ci sono tantissime altre cose che andrebbero dette, ma non ho davvero il tempo, come non ho avuto il tempo di trovare una canzone da mettere all'inizio del post.
a presto 2月14日 Le cose che ho fatto nella vita part 3200.Ho baciato qualcuno del mio stesso sesso Le cose che ho fatto nella vita part 2101.Ho almeno un tattoo 102.Ho almeno un piercing 103. Sono sceso in canoa sullo Snake River 104.Sono stato in uno studio tv come pubblico 105.Ho ricevuto fiori 106.Mi sono masturbato in luogo pubblico 107.Mi sono ubriacato da non ricordare più niente 108.Ho avuto dipendenze da droghe 109.Ho suonato in pubblico 110.Sono andato a giocare a Las Vegas 111.Ho mangiato pescecane 112.Ho inciso musica 113.Sono stato in Thailandia 114.Ho comprato una casa 115.Sono stato in zona di guerra 116.Sono stato in crociera 117.Ho picchiato mio fratello/sorella 118.Parlo più di una lingua 119.Mi sono fatto bendare 120.Sono stata coinvolto in una rissa 121.Ho emesso assegni a vuoto 122.Ho assistito a "Rocky Horror Picture Show" 123.Ho cresciuto bambini 124.Di recente ho comprato e ho giocato con qualcosa d'infantile 125.Ho seguito l'intero tour di un gruppo 126.Sono stato un groupie 127.Ho partecipato a uno Spring Break 128.Ho girato in bici in un paese straniero 129.Ho scoperto qualcosa d'importante sui miei antenati 130.Ho scritto al Governatore del mio Stato 131.Ho traslocato e iniziato vita in un'altra città 132.Sono stato sul Golden Gate Bridge 133.Avrei voluto essere in un telefilm 134.Ho cantato in macchina per almeno 20 miglia 135.Ho abortito 136.Ho subito un intervento di chirurgia plastica 137.Sono sopravvissuto a un incidente stradale 138.Ho scritto articoli per giornali 139.Ho fatto diete 140.Ho pilotato aerei 141.Ho accarezzato animali di cui ho paura 142.Ho avuto rapporti omosessuali 143.Ho fatto innamorare ma senza poter ricambiare 144.Ho fatto nascere un animale 145.Sono stato licenziato 146.Ho vinto soldi a un tv show 147.Mi sono rotto qualche osso 148.Ho ucciso animali 149.Ho ucciso esseri umani 150.Ho partecipato a un safari in Africa 151.Ho guidato una moto 152.Ho guidato un trattore 153.Ho dei piercings all'infuori delle orecchie 154.Ho sparato con armi da fuoco 155.Ho mangiato funghi trovati nel bosco 156.Ho fatto sesso anale 157.Ho subito operazioni chirurgiche 158.Ho fatto sesso su un treno 159.Ho fatto l'autostop 160.Ho avuto un serpente come animale domestico 161.Ho dormito per tutta la durata di un volo aereo 162.Ho visto più paesi stranieri che non stati americani 163.Sono stato in tutti i continenti 164.Ho viaggiato in canoa per più di due giorni 165.Ho fatto sci nautico 166.Ho mangiato carne di kanguro 167.Ho mangiato sushi 168.Ho scopato all'aperto 169.Ho preso a pugni qualcuno 170.Ho avuto relazioni della durata di oltre un anno 171.Ho fatto cambiare idea a qualcuno su qualcosa 172.Ho cambiato idea su qualcosa o su qualcuno 173.Ho fatto licenziare qualcuno 174. Ho avuto paura di morire 175.Mi sono lanciato col paracadute 176.Ho mangiato scarafaggi o insetti 177.Ho mangiato pomodori verdi fritti 178.Ho letto Omero 179.Ho rubato al ristorante 180.Ho rubato al supermarket 181.Ho chiesto scusa molto tempo dopo 182.Sono stato eletto capoclasse almeno una volta 183.Ho riparato da solo il mio computer 184.Sono stato Dj 185.Ho pianto per una giornata intera 186.Ho barato al gioco 187.Sono stato arrestato 188.Ho bruciato la scuola 189.Mi sono masturbato insieme ad un'altra persona del sesso opposto 190.Ho comprato scarpe e vestiti ad un mercatino rionale 191.Ho vomitato in luogo pubblico 192.Ho venduto qualcosa ad un estraneo 193.Ho comunicato con qualcuno non conoscendo la sua lingua 194.Ho rubato la saponetta dall'albergo 195.Ho bucato le ruote di una macchina o strisciato la carrozzeria 196.Ho ruttato davanti ad altre persone 197.Ho copiato un compito in classe 198.Ho fatto sesso al primo appuntamento 199.Sono svenuta Le cose che ho fatto nella vita part 1Questo è un post che, a differenza degli altri, non sarà preceduto da una canzone, perchè ho visto quest'elenco sul blog di Giulia e mi è venuta voglia di tentare anche io: vediamo un po quante cose mi restano da fare nella vita... Le risposte in blu sono quelle esperienze che mi è capitato di fare nella vita. 2.Ho nuotato insieme ai delfini 3.Ho scalato una montagna 4.Ho guidato una Ferrari 5.Sono stato all'interno della Grande Piramide 6.Ho tenuto in mano una tarantola 7.Ho fatto il bagno nudo nel mare 8.Ho detto "ti amo" credendoci 9.Ho abbracciato un albero 10.Ho fatto uno strip tease 11.Ho fatto bungee jumping 12.Sono stato a Parigi 13.Ho visto una tempesta marina 14.Ho passato la notte sveglio fino a vedere l'alba 15.Ho visto l'aurora boreale 16.Ho cambiato pannolini a un bambino 17.Sono salito a piedi sulla cima della Torre di Pisa 18.Ho coltivato e mangiato verdure del mio orto 19.Ho toccato un iceberg 20.Ho dormito sotto le stelle 21.Sono stato su una mongolfiera 22.Ho visto una pioggia di meteoriti 23.Mi sono ubriacato 24.Ho fumato erba 25.Ho guardato le stelle con un telescopio 26.Mi è venuta la ridarella in un momento inopportuno 27.Ho fatto sesso orale 28.Ho scommesso e vinto ai cavalli 29.Mi sono finto malato pur non essendolo 30.Ho invitato uno sconosciuto a casa mia 31.Ho fatto battaglie con palle di neve 32.Mi sono fotocopiato il culo in ufficio 33.Ho gridato con tutta la mia forza solo per il gusto di farlo 34.Ho tenuto in braccio un agnellino 35.Ho messo in atto una fantasia erotica pensata a lungo 36.Ho fatto un bagno romantico a lume di candela 37.Ho fatto una doccia con acqua gelata 38.Mi sono messo a parlare con un mendicante 39.Ho visto un'eclisse totale 40.Ho preso il sole in topless 41.Sono stato su un roller coaster 42.Ho compiuto una home run (che cacchio è????) 43.Ho ballato come un matto fregandomene degli altri 44.Ho parlato con accento straniero per un giorno intero 45.Ho visitato il luogo d'origine dei miei antenati 46.Almeno una volta mi sono sentito felice della mia vita 47.Ho visitato tutti gli Stati dell'America 48.Amo il mio lavoro in ogni suo aspetto 49.Ho confortato qualcuno che è stato smerdato di brutto 50.Ho vinto a qualche lotteria 51.Ho ballato con estranei in paesi stranieri 52.Ho visto le balene 53.Ho masturbato altre persone 54.Ho rubato o danneggiato cartelli stradali 55.Sono stato rispedito in Europa all'arrivo in USA 56.Ho fatto un viaggio on the road 57.Ho fatto alpinismo 58.Ho mentito alla dogana 59.Ho fatto una passeggiata notturna sulla spiaggia 60.Ho fatto parapendio 61.Sono stato in Irlanda 62.Ho avuto il cuore spezzato più a lungo di quanto sia stato innamorato 63.Al ristorante mi sono seduto a mangiare con estranei 64.Sono stato in Giappone 65.Scrivo il mio peso 66.Ho munto una mucca 67.Sistemo i CD in ordine alfabetico tanto poi mia mamma li sposta! 68.Ho sognato di essere un supereroe da fumetto 69.Ho cantato in un karaoke bar 70.Sono stato a letto un giorno intero 71.Ho fatto immersioni subacquee 72.Ho sognato di essere invisibile 73.Ho fatto l'amore con qualcuno senza desiderarlo 74.Ho baciato sotto la pioggia 75.Ho giocato nel fango 76.Ho giocato sotto la pioggia 77.Sono stato in un drive-in 78.Ho fatto qualcosa di cui pentirmi senza però pentirmi d'averlo fatto 79.Ho visto la Muraglia Cinese 80.Ho scoperto che qualcuno ha scoperto il mio blog 81.Ho rotto una finestra o un vetro 82.Ho iniziato un business 83.Mi sono sempre innamorato ricambiato 84.Ho visitato siti antichi 85.Ho fatto un corso di arti marziali 86.Ho ascoltato la stessa canzone per più di 6 ore 87.Sono stato sposato 88.Sono stato in un film 89.Ho rovinato una festa 90.Ho pianto vedendo un film 91.Ho amato qualcuno che non meritava 92.Sono stato baciato appassionatamente da provare le vertigini 93.Ho divorziato 94.Ho fatto sesso in ufficio 95.Ho fatto sesso in ascensore 96.Mi sono astenuto dal sesso (qualsiasi tipo) per oltre 10 giorni 97.Ho cucinato biscotti 98.Ho partecipato ad un concorso di bellezza 99.Sono stato in gondola a Venezia 100. Mi è venuta la pelle d'oca (nel senso buono) sentendo la lingua di un'altra persona 1月12日 HedonismI hope you're feeling happy now
Sono tornata in Libia una seconda volta, ma tutto quello che facevo/vedevo mi ricordava il viaggio di due anni fa, ma soprattutto mi ricordava Giancarlo. E così, l’ultima sera di campo nel deserto, dalle parti dei laghi di Awbari (dove tutto è iniziato, o finito, la volta scorsa), mi sono ritrovata rannicchiata nella mia tenda poco prima di cena ad ascoltare per la prima vera volta questa canzone, e a piangere. Nessuna disperazione, nessun singhiozzo straziante, solo lacrime che scorrono lungo il viso mentre le memorie si affacciano con prepotenza tra la felicità di un viaggio finalmente conclusosi come doveva. Ho capito che per me Raid fa imprescindibilmente coppia con Giancarlo, e che per quanto mi sforzi di crederlo non ho ancora lasciato questa delusione alle spalle. Sono passati due anni, eppure quelle sabbie dorate ed immacolate hanno conservato intatto il ricordo di ciò che è stato, porgendomi adesso il salato conto: certe volte mi illudo che non è ancora tutto perduto, che se solo lo volessi non farei fatica a riportarlo vicino a me, ma l’arida realtà, arida come il deserto che fa da sfondo a tutta questa vicenda, è che troppe cose sono successe che mi impedirebbero di provare le stesse euforiche sensazioni di quella notte del trenta dicembre 2005. Sono combattuta, o meglio dilaniata, dalla voglia di stringerlo ancora una volta e la certezza che non è cambiato di una virgola, che mi farebbe soffrire di nuovo esattamente come ha già fatto, non so nemmeno se rendendosene conto oppure no. Vedo intorno a me casi di persone per le quali la perseveranza ha funzionato, le ha portate ad ottenere una volta e per tutte il loro scopo, e poi casi di persone la cui insistenza ha solo provocato ferite su ferite, e mi chiedo: a quale categoria potrei mai appartenere? C’è solo un modo per scoprirlo, e come ogni cosa si tratta solo di provare, ma mi precluderei la possibilità di vivere finalmente una storia, forse migliore, con qualcuno fisicamente vicino a me, e nei miei momenti di lucidità mi rendo conto che non vale la pena di gettare la mia vita attuale, per quanto incompleta, alle ortiche solo per continuare a sbattere la testa contro il muro Giancarlo. Tirando le somme il viaggio in Libia di quest’anno è stato un doloroso divertimento, un’avventura agrodolce, e se potessi tornare indietro sicuramente lo rifarei, ma non mi toglie dalla fastidiosa situazione di attesa in cui mi trovo da fin troppo tempo. Per quanto difficile spero nel futuro aggrappandomi alle accoglienti certezze del passato… 12月6日 BotherWish I was, Too dead to cry.
My self-affliction fades. Stones to throw, At my creator, Masochists, To which I cater. You don't need to bother, I don't need to be. I'll keep slipping farther, But once I hold on, I won't let go 'till it bleeds. Wish I was, Too dead to care, If indeed I cared at all. Never had a voice to protest, So you fed me, Shit to digest. I wish I had a reason, My flaws are open season. For this I gave up trying, One good turn deserves my dying. You don't need to bother, I don't need to be I'll keep slipping farther, But once I hold on, I won't let go 'till it bleeds. Wish I'd died, Instead of lived. A zombie hides my face. Shell forgotten with its memories; Diaries left, With cryptic entries And you don't need to bother, I don't need to be. I'll keep slipping farther, But once I hold on, I won't let go 'till it bleeds. You don't need to bother, I don't need to be I'll keep slipping farther, But once I hold on, Once I hold on, I'll never live down my deceit..... Sono tremendamente stanca. Stanca di correre per chilometri e scoprire che non mi sono mossa di un centimetro. Stanca di urlare a squarciagola per produrre nemmeno un suono. Stanca di avere così tanta energia in corpo e sprecarla per le cose più inutili, così che quando viene il momento non ho la forza di muove un dito. Stanca di mentire agli altri, ma soprattutto a me stessa. Stanca di non vedere un risultato, che sia uno, dopo tutti i miei sforzi. ma soprattutto, sono stanca di ricordarmi che "prima" ero felice ed ora non lo sono più. Una sorta di tortura autoinflitta ed inevitabile. Passo una bella serata con gli amici, rido, mi diverto, poi chiudo gli occhi prima di andare a dormire e momenti allegri e spensierati del mio passato ritornano vividissimi a girare il coltello nella piaga rammentandomi che ora posso anche star bene, ma "prima" stavo meglio. Non riesco ad essere soddisfatta di nulla, sono finita in un loop che non prevedere vie d'uscita, come una bestia che si morde la coda. Il punto è che momenti del genere li ho già vissuti, più di una volta, e ne sono uscita grazie a quel famoso qualcosa di inaspettato che è piombato nella mia vita e l'ha rimessa sulla carreggiata della felicità, quindi non mi resta che attendere che succeda di nuovo... perchè deve succedere, no? DEVO poter sperare che accada ancora una volta, come è successo in passato, altrimenti ogni singolo giorno che vivo perderebbe di significato. 11月16日 Morning AfterCaught up against the wall again, Wake me 'til the morning after Cut and bruised by the fall again
Wake me 'til the morning after Wake me 'til the morning after
La sveglia suona, magari scuotendoti da un sogno confortevole e caldo, e con un gesto stizzito la spegni, pensando che così il resto del mondo si congeli sull’orario che le lancette segnano, concedendoti ancora qualche minuto nel tepore delle lenzuola e della semi-coscienza. Totalmente controvoglia apri un occhio, per controllare lo stato di avanzamento del tempo attraverso la luce che filtra dalla finestra, ma vedi ancora tutto buio e ti convinci che c’è ancora qualche minuto a separarti dal momento fatidico in cui dovrai mettere i piedi per terra e dare inizio ad una nuova, noiosa, ripetitiva ed improduttiva giornata. È una cosa che capita di tanto in tanto, no? Quelle mattine in cui ti sembra di non avere uno straccio di motivo per alzarti dal letto… Io questa fase l’ho superata, nel senso che sono andata ben oltre il limite standard, ed ora penzolo con equilibrio precario sulla soglia della “malattia”. Da non so più quanto tempo ormai il semplice gesto di svegliarmi mi causa un dolore fisico, nei muscoli, nelle ossa, nel cervello, che si protrae per tutto l’intervallo di tempo che trascorro fuori del mio letto. Ci sono giorni in cui la cosa è più acuta, altri in cui riesco a seguire un ritmo giornaliero “normale” per uno studente universitario, ma il dolce richiamo del torpore onirico non mi abbandona mai. E mio malgrado, so anche spiegare il perché di questo disturbo. Per me, non trovare un buon motivo per alzarmi la mattina, è una realtà concreta e non solo un modo di dire. Molte delle ore che spendo da sveglia sono così vuote, prive di significato, prive di scopo, prive di sensazioni che non vale assolutamente la pena viverle. Sono arrivata ad un tal punto di sfiducia nei confronti della mia vita quotidiana che non mi aspetto più alcun tipo di sorpresa, imprevisto, novità, e quindi in giornate particolarmente storte preferisco restare a letto, con gli occhi chiusi, dimentica del fatto che intorno a me il mondo continua a scorrere con i suoi ritmi normali. E questi momenti sono paradossalmente i migliori della giornata, quando, sopita la parte cosciente del mio essere, lascio libero sfogo all’immaginazione e creo dal nulla nuovi mondi, nuove storie, nuove avventure capaci di regalarmi le emozioni di cui il mio ego è assetato e che la vita da sveglia non riesce a procurarmi. So di essere entrata in una specie di circolo vizioso, nel quale riduco sempre di più la mia vita attiva a favore di quella passiva, ma sono anche molto confidente del fatto che la capacità di riconoscere che ho un problema, che deriva da determinati fatti e porta a determinate conseguenze, potrà risvegliare, lentamente, quel lato di me amante della vita, dell’energia, della vitalità, in modo da farmi tornare la Sara inarrestabile di un tempo.
Both Hook and Pan… 11月3日 This Is HalloweenBoys and girls of every age
Wouldn't you like to see something strange? Come with us and you will see This, our town of Halloween This is Halloween, this is Halloween Pumpkins scream in the dead of night This is Halloween, everybody make a scene Trick or treat till the neighbors gonna die of fright It's our town, everybody scream In this town of Halloween I am the one hiding under your bed Teeth ground sharp and eyes glowing red I am the one hiding under your stairs Fingers like snakes and spiders in my hair This is Halloween, this is Halloween Halloween! Halloween! Halloween! Halloween! In this town we call home Everyone hail to the pumpkin song In this town, don't we love it now? Everybody's waiting for the next surprise Round that corner, man hiding in the trash can Something's waiting now to pounce, and how you'll... Scream! This is Halloween Red 'n' black, slimy green Aren't you scared? Well, that's just fine Say it once, say it twice Take a chance and roll the dice Ride with the moon in the dead of night Everybody scream, everybody scream In our town of Halloween! I am the clown with the tear-away face Here in a flash and gone without a trace I am the "who" when you call, "Who's there?" I am the wind blowing through your hair I am the shadow on the moon at night Filling your dreams to the brim with fright This is Halloween, this is Halloween Halloween! Halloween! Halloween! Halloween! Halloween! Halloween! Tender lumplings everywhere Life's no fun without a good scare That's our job, but we're not mean In our town of Halloween In this town Don't we love it now? Everyone's waiting for the next surprise Skeleton Jack might catch you in the back And scream like a banshee Make you jump out of your skin This is Halloween, everybody scream Wont' ya please make way for a very special guy Our man jack is King of the Pumpkin patch Everyone hail to the Pumpkin King now This is Halloween, this is Halloween Halloween! Halloween! Halloween! Halloween! In this town we call home Everyone hail to the pumpkin song Una notte di Halloween davvero indimenticabile, quindi perdonatemi se comincio il racconto dall'alba dei tempi, ovvero dalla mattina. Con una tabella di marcia che non lasciava spazio nemmeno a 5 minuti per fumarsi una sigaretta vado da Alice per farmi amorevolmente depilare le braccia, pranzare e continuare l'estenuante ricerca di una mazza da usare per fare la falce. Ancora immerse nei preparativi, tipo ricoprire di scotch bianco le scarpe di Alice, ci rechiamo da Julie e li di corsa verso la parrukkiera, giusto per scoprire che siamo addirittura in anticipo di mezz'ora! Ci concediamo un caffè, quindi diamo il via a quattro ore di tinte, meches, acconciature e lacche colorate, affidate alle mani esperte e leggermente svitate di Samanta, la parrucchiera, alla quale dobbiamo almeno la metà dello splendore dei nostri costumi. Con i capelli dai colori e dalle forme più svariate e con i portafogli decisamente alleggeriti andiamo a casa di Julie, dove ha luogo la fase clou del pre-serata: vestizione e trucco! Tra autoreggenti che non si autoreggono, dilemmi sartoriali risolti a colpi di sparapunti e fondotinta malleabili come cemento armato vecchio di tre generazioni, in appena un’ora siamo pronte a mettere a ferro e fuoco la città! Julie, vampiro porno punk retrò con le tette in gola, Alice, sposa cadavere con tanto di bouquet appassito e velo strappato tra i capelli, ed io, la Morte più pornografica che sia mai esistita, con stivali in pelle, calze a rete autoreggenti, tutino nero aderente, guanti di rete, mantello nero e falce fatta con carta argentata! Prima tappa al ristorante di Julie per farci ammirare dai genitori, poi di corsa a casa mia a cenare in fretta e furia e recuperare la macchina fotografica. Con quindici minuti di ritardo rispetto all’appuntamento dato a Sara di Noverato ci rimettiamo in macchina dritte verso la meta, il LimeLight, e… non so la strada! Torniamo a casa a prendere una cartina stradale, di nuovo in marcia verso la meta! Mentre guido come una forsennata nel traffico milanese ci rendiamo tristemente conto che i milanesi non sono capaci di divertirsi e che praticamente nessuno è mascherato, quando inaspettatamente ad un semaforo rosso ci accorgiamo che i tre nella macchina accanto alla nostra sono truccati! Un sorrisino qua, un ammiccamento la, e questi ci invitano ad andare con loro ad un locale detto Cathedral Fluo in via Rutilio, poi scatta il verde e siamo costrette a seguire il nostro piano originario, anke perché Sara (con qualcun altro di non meglio definito) ci sta aspettando ormai da tempo immemore. Giunte al LimeLight non solo notiamo che praticamente nessuno è vestito, ma soprattutto che l’età media si aggira intorno ai tredici, e noi stiamo alzando la media! Recuperiamo Sara e Valentina (mentre ci aggiriamo tra una folla di sguardi increduli alla nostra mise) e optiamo per il Cathedral Fluo. Con qualche difficoltà la mia navigatrice scopre che il locale è praticamente ad Affori, così ci tocca attraversare tutta la città per arrivarci, ma una volta sul posto ci troviamo a vagare in uno sperduto nonkè spettrale quartiere residenziale popolato di extracomunitari. Chiediamo un po’ in giro se conoscono il posto (indimenticabile la scena di Alice, vestita da sposa, che chiede informazioni in mezzo alla via), quindi strappo la cartina da mano a Julie e scopro che c’è una strada con il nome praticamente uguale (cambia solo l’ultima vocale) a cinquecento metri dal LimeLight… Eravamo già li! Maledetta Julie! Ripercorriamo tutta la città ed arriviamo al tanto agognato Cathedral Fluo, ricolmo di gente vestita nei modi più allucinanti: finalmente una serata di halloween decente! La musica è di quelle elettroniche martellanti assolutamente insopportabili, ma che ce frega! Cominciamo subito il servizio fotografico, euforiche alla vista di tanti costumi, quando la mia makkina fotografica cade e si distrugge… dannazione! Balliamo un pokino, ma soprattutto passiamo il nostro tempo a fare le cretine con chi ci capita sottomano, tra cui un terzetto con okkiali e nasi finti che non ci ha abbandonato fino alla fine. Ritroviamo anche i tipi del semaforo, che però non ci degnano nemmeno di un saluto… Che gentaglia! Il vestito di Alice è ovviamente quello che spopola di più (e lei che si lamentava di avere un costume banale..), ma anche io e Julie non siamo da meno. Personaggi clou della serata sono stati un prete ed un vampiro tremendamente simpatici, con delle lenti a contatto allucinanti, che però non siamo riuscite a recuperare alla fine. Memorabile anke il tizio in calze a rete e perizoma, ed il diavolo con la cravatta rossa, nonché il tizio completamente vestito da scheletro! Verso le quattro Sara e Valentina, che non sembrano aver apprezzato la serata, mi chiedono di riportarle alla macchina, parcheggiata al LimeLight, così siamo costrette ad andarcene, ma per fortuna la serata finisce praticamente in quell’istante. Le riportiamo alla macchina, assistiamo ad una disastrosa scena di manovra da parte di Valentina per uscire da un parcheggio facilissimo, quindi ci avviamo verso casa decidendo che fare adesso, ma non ci viene in mente nulla, tranne di fermarci ad un baracchino e scrofare un bel panino con salsiccia e maionese. Parcheggio la macchina, io e julie stiamo discutendo su ki deve andare a prendere i panini, quando un tizio assolutamente sconosciuto entra in macchina, si siede dietro accanto ad Alice ed inizia a kiakkierare… un fenomeno! Purtroppo i tizi e le tizie che stanno con lui lo richiamano all’ordine, e lui se ne va… Alla fine il sonno ha il sopravvento sulle nostre esauste membra e, dopo una faticosissima operazione di strucco (di smontare la pettinatura cementificata dalla lacca non se ne parla nemmeno!) andiamo a nanna. 9月30日 Life is a songYou say life is a dream where we can't say what we mean
Maybe just some roadside scene that we're driving past There's no telling where we'll be in a day or in a week And there's no promises of peace or of happiness Well is this why you cling to every little thing And polverize and derrange all your senses Maybe life is a song but you're scared to sing along Until the very ending Oh, it's time to let go of everything we used to know Ideas that strengthen who we've been It's time to cut ties that won't ever free our minds From the chains and shackles that they're in Oh, tell me what good is saying that you're free In a dark and storming sea You're chained to your history, you're surely sinking fast You say that you know that the good Lord's in control He's gonna bless and keep your tired and oh so restless soul But at the end of the day when every price has been paid You're gonna rise and sit beside him on some old seat of gold And won't you tell me why you live like you're afraid to die You'll die like you're afraid to go Oh, it's time to let go of everything we used to know Ideas that strengthen who we've been It's time to cut ties that won't ever free our minds From chains and shackles that they're in From the chains and shackles that they're in Well life is a dream 'cause we're all walking in our sleep You could see us stand in lines like we're dead upon our feet And we build our house of cards and then we wait for it to fall Always forget how strange it is just to be alive at all E così, dopo un anno e più che non scrivevo una riga sul mio blog, sono tornata, perchè ho la testa talmente piena che se non scrivo esplodo: Ho la testa talmente piena che non riesco nemmeno a trovare un punto fermo dal quale cominciare questo intervento.
Sarebbe un ottimo punto di partenza commentare il testo qui sopra, quindi ci provo: ne modo che ho io di vedere le cose, la vita è sicuramente una canzone, o forse più di una. Decisamente la vita è una playlist! In questo preciso momento mi è impossibile definire che playlst sarebbe, perchè non riesco a definire nemmeno me stessa. Sono a Milano da un anno e 18 giorni contati, un tempo a mio giudizio sufficientemente lungo per lasciare lungo la via una serie di certezze acquisite riguardo chi sono. Nuova città, nuova vita, nuove amicizie, nuovi aspetti di me che affiorano in superficie, come se fossero rimasti sopiti tutto questo tempo, ma che nella loro risalita spingono sul fondo quelli che invece fino ad ora costruivano la mia facciata. Parlando con un'amica che ha percorso una strada molto simile alla mia ci siamo rese conto entrambe di due cose:
1- Siamo persone profondamente diverse adesso. Guardiamo le foto di qualche anno fa e non riconosciamo i nostri volti, le voci dei video demenziali non sono le nostre, le parole scritte su diari, fogli, blog (e chi più ne ha più ne metta) non provengono dal nostro pugno. E la cosa più tragica di tutta la faccenda è che le versioni ex di noi stesse ci mancano, perchè in un certo senso erano persone a loro agio nel contesto in cui vivevano, persone sicure di come erano e come apparivano, persone senza il peso delle aspettative e delle responsabilità addosso. Il nostro ego passato ci manca come se in questo momento stessimo vivendo con solo un pezzo del nostro cuore. Ma forse un giorno quelle ragazze ritorneranno, forse è solo questione di tempo, o forse non torneranno mai più perchè noi nel frattempo saremo diventate qualcosa che ci piace ancor di più... Non lo so, non sono nemmeno certa di volerlo sapere, ma ho fatto una promessa con la mia amica: quelle due ragazze torneranno a vivere almeno per un giorno!
2-Portiamo costantemente con noi una solitudine sommessa, impossibile da scacciare, data dalla consapevolezza che la complessità del nostro ego (ed i nostri infiniti labirinti mentali nei queli adoriamo perderci) ci rende impossibile trovare qualcuno che ci comprenda appieno in quel che siamo. Ci sono troppe sfaccettature nella personalità, troppi opposti che cercano di coesistere in un solo corpo. Non troviamo una definizione per descriverci perchè ci rispecchiamo in tutte (o quasi). Di tutte le persone che ci stanno attorno, di tutti quelli che definiamo amici e fidanzati e trombamici e "eventuali e vari", ognuno di loro ha carpito un piccolo pezzettino del nostro essere, ne ha colto solo una sfumatura: Bisognerebbe fondere decine di persone assieme per ottenere qualcuno che sappia leggerci come un libo aperto, ma essendo questo impossibile, ci accontentiamo della consapevolezza di essere sole, finchè tutti posseggono un frammento di noi e nessuno padroneggia il tutto. 3月20日 colori complementarisiamo stati cuccioli. non eravamo ne malevoli ne innocenti. eravamo le creature più piccole di quel mondo nuovo. non sapevamo nulla.
siamo stati fili d'erba tenera persi sul declivio della collina in mezzo a migliaia d'altre minuscole piante carezzate dal vento. incerti com'eravamo della nostra stessa fibra, non conoscevamo il desiderio d'essere diversi.
siamo stati creature infiammabili, ragazzini in mezzo ai ragazzini. il nostro sgurdo era limpido, la nostra lingua doppia. chi fra noi si sentiva fragile, cercava un capo, oppure un amore. chi si sentiva solido, già sapeva sedurre e compatire.
affidavamo la nostra unicità a musiche e racconti pensati da altri, a determinati modi di camminare, a codici di comportamento.
siamo stati gioventù galleggiante nello stagno delle cose, e la sola apparizione di cui ci sentivamo sicuri era il nostro corpo.
e poi crescendo siamo stati teste balbettanti nella stanza della droga, il mento reclinato sul petto, oppure gli occhi spalancati, fantasmi di verità nelle nostre parole sbreccate.
e dopo ancora, siamo stati giovani simulatori ansimanti in troppe camere d'hotel, inarcati su corpi che volevamo compiacere.
determinate maniere sottili d'odiare, modeste vendette senza nome. determinati modi grossolani di voler bene a chi ci voleva bene. struggimenti che potevano perfino rigare di lacrime i nostri volti, rinascimentali o futuristi che fossero.
ci sentivamo saldi o insicuri, sinceri o non sinceri, e questi erano i soli discrimini. "così è la vita", sorridevamo proprio mentre ci sentivamo presi al laccio dalle ingiustizie.
ci parve di cadere e di rialzarci innumerevoli volte. stupimmo per le nuove apparizioni suggestive come davanti ad epifanie capaci di rigenerare. tagliammo via le usanze del passato. ripartimmo da zero. fummo insoddisfatti ancora una volta. e allora ci parve di capire: la colpa era nostra, perchè non avevamo fatto tesoro dei trascorsi errori.
qualcuno può negare che andò così? non credemmo forse che la nostra stessa esperienza, interrogata dal punto d'osservazione precario e ventoso in cui ci trovavamo, potesse indicarci quanto meno gli errori da non replicare?
determinati pomeriggi opachi suggerirono che la soluzione (a quei tempi così si pensava) doveva essere altrove.
le mancanze che avvertivamo potevano venire, forse, dalle assurde resistenze che i migliori di noi opponevano alla marcia inarrestabile del mondo. meglio fluire, dicevamo l'uno all'altro.
i sogni suggerirono di rapportarsi diversamente con l'universo circostante, i cattivi libri invitarono a pensare in termini di forma e sostanza. forse le mancanze che avvertivamo (ci furono albe in cui questa ci parve la verità più vera) venivano da una scarsa confidenza col pensiero.
siamo state creature fragili, semicieche, affascinate dai bagliori.
siamo stati scogli ed isole indifferenti al porgersi delle onde che ci bagnavano, perchè di quelle onde percepivamo soltanto il fragore e la minaccia.
siamo stati povere bandiere fissate ad un'asta, e per quanto determinate direzioni ci chiamassero con forza nuova, riuscivamo solo ad indicarle, senza avvicinarci d'un passo. 3月3日 ever fallen in loveYou spurn my natural emotions
You make me feel like dirt And I’m hurt And if I start a commotion I run the risk of losing you And that’s worse Ever fallen in love with someone Ever fallen in love In love with someone Ever fallen in love In love with someone You shouldn’t’ve fallen in love with I can’t see much of a future Unless we find out who’s to blame What a shame And we won’t be together much longer Unless we realize that we are the same Ever fallen in love with someone Ever fallen in love In love with someone Ever fallen in love In love with someone You shouldn’t’ve fallen in love with You disturb my natural emotions You make me feel like dirt And I’m hurt And if I start a commotion I’ll only end up losing you And that’s worse Ever fallen in love with someone Ever fallen in love In love with someone Ever fallen in love In love with someone You shouldn’t’ve fallen in love with Ever fallen in love with someone Ever fallen in love In love with someone Ever fallen in love In love with someone You shouldn’t’ve fallen in love with Fallen in love with Ever fallen in love with someone You shouldn’t’ve fallen in love with... ...you've brought me to life, you made me fall in love with you, you deprived me of each kind of wall I could have built inside, and through my eyes you read my soul...
what else am i supposed to do or to say? we shouldn't have come this far, we both knew, but still we have, and now there's no turning back...
qualunque sarà il cammino che oggi ho deciso di intraprendere, sarò felice di farlo accanto a te 2月7日 bring me to lifededicato ad una persona che è giunta da poco, improvvisamente nella mia vita, e sta portando un po di colore nel mio deserto...
how can you see into my eyes like open doors leading you down into my core where I’ve become so numb without a soul my spirit sleeping somewhere cold until you find it there and lead it back home (Wake me up) Wake me up inside (I can’t wake up) Wake me up inside (Save me) call my name and save me from the dark (Wake me up) bid my blood to run (I can’t wake up) before I come undone (Save me) save me from the nothing I’ve become now that I know what I’m without you can't just leave me breathe into me and make me real bring me to life (Wake me up) Wake me up inside (I can’t wake up) Wake me up inside (Save me) call my name and save me from the dark (Wake me up) bid my blood to run (I can’t wake up) before I come undone (Save me) save me from the nothing I’ve become Bring me to life (I've been living a lie, there's nothing inside) Bring me to life frozen inside without your touch without your love darling only you are the life among the dead all this time I can't believe I couldn't see kept in the dark but you were there in front of me I’ve been sleeping a thousand years it seems got to open my eyes to everything without a thought without a voice without a soul don't let me die here there must be something more bring me to life (Wake me up) Wake me up inside (I can’t wake up) Wake me up inside (Save me) call my name and save me from the dark (Wake me up) bid my blood to run (I can’t wake up) before I come undone (Save me) save me from the nothing I’ve become (Bring me to life) I’ve been living a lie, there’s nothing inside (Bring me to life) TIME IS RUNNING OUTNOW TIME IS RUNNING OUT
MY TIME IS RUNNING OUT
CAN'T PUSH IT UNDERGROUND
CAN'T STOP IT SCREAMING OUT
Ho perso il mio tempo, lo sento scivolare via nelle mie man come la sabbia che un mese fa aveva dato vita al mio sogno più bello, ed il mio tempo sta portando con se la mia capacità di provare emozioni...
Non gioisco piena di euforia, non mi dispero in una valle di lacrime, non provo nulla: gli avvenimenti mi scorrono addosso come pioggia sui vetri, senza lasciare traccia del loro passaggio se non un vaghissimo alone di ricordo...
Probabilmente questo mi risparmia le più grosse incazzature della mia vita, e mi evita di fare storie inutili su cazzate, di prendermela con la gente per ogni minimo sgarro, ma è così arida una vita di questo tipo.
Vivere la vita giorno per giorno come ho sempre fatto e non ricavarne niente: dov'è la vita, quella bella perchè varia, quella che ti fa soffrire solo per farti apprezzare meglio poi le gioie che verranno dopo? (perchè c'è sempre un periodo stupendo ad aspettarci dopo i moment peggiori...)
time is running out, e quell'ombra della partenza, minacciosa ma allo stesso tempo carica di speranze, mi sta gridando forte dentro di vivere con tutta me stessa questi giorni, per quanto freddi e grigi che siano, perchè nessuno me li restituirà, mai...
Ed io così sto facendo, sto vivendo di attimi, di occasioni colte al volo, di divertimenti che non conoscono confini, ma nulla di tutto questo riesce a dare forma al deserto che ho nel cuore, nulla riesce a dargli colore e calore, così i minuti che scorrono via pesano ancora di più...
...shards of me, falling shatter, too small to matter but big enough to cut me into so many little pieces.... 1月10日 kissing you...I could stand a thousand trials
but watching stars without my soul cries...
ho vissuto un'avventura con la A maiuscola, ho passato momenti indimenticabili, il mio cuore ha battuto forte, ed un pezzettino della mia anima è rimasto sepolto nella sabbia dell'Africa, e non so se mai tornerà...
Ho provato a vivere fuori dal mio mondo, e fuori dal mio mondo ho amato, le stelle uniche spettatrici di questo spettacolo che non sarà mai replicato...
Per questo, adesso, guardare le stelle non sarà più come prima, ed ogni puntino luminoso mi ricorderà uno di quegli attimi senza tempo...
è stato un sogno, uno di quei sogni così belli da sembrare reali, un sogno dal quale non avrei mai voluto svegliarmi, ma alla fine tutti siamo costretti ad aprire gli occhi e tornare alla solita realtà...
Stavolta però, quando ho aperto gli occhi, il sorriso si è posato sulle mie labbra, e non perchè il mondo intorno a me nel frattempo è cambiato, ma perchè un sogno così bello ha cambiato qualcosa dentro di me, ed adesso so con certezza che il bello della vita non piove dal cielo e non viene quando lo desideri, ma si nasconde dietro l'angolo più buio, arriva quando meno te lo aspetti e ti restituisce la voglia di andare avanti ancora un pochino, nella speranza un giorno di vivere un altro sogno, ancora più bello ed indimenticabile del precedente... 1月5日 CAN'T REPEATI woke the other day
and saw my world has changed
the past is over but tomorrow's wishful thinking
I can't hold onto what's been done
I can't grab onto what's to come
and I'm just wishing I could stop but
Life goes on
come of age
can't hold on
turn the page
time rolls on
wipe these eyes
yesterday laughs
tomorrow cries
memories are bittersweet
good times we can't repeat
those days are gone and we can nevere get them back
now we must move ahead
despite our fear and dread
we're all just wishing we could stop but
life goes on
come of age
can't hold on
turn the page
time rolls on
wipe these eyes
yesterday laughs
tomorrow cries
with all our joys and fears
wrapped in forgotten years
the past is laughing as today just slips away
time tears down what we've made
and sets another stage
and I'm wishing we could stop
innanzi tutto, buon anno a tutti!!!!!!
all'inizio dell'anno nuovo è inevitabile guardarsi indietro e fare il bilancio cell'anno vekkio, e non ci sono dubbi che questo 2005 è stato un anno spettacolare, favoloso, fantastico, meraviglioso!!!!!!
Lo ricorderò come l'anno dei grandi viaggi: il viaggio a Budapest con i miei, i Laurenza, i Sarno e gli Armogida; poi il viaggio a Maratea per Pasqua, con Vale, Piero, Barbara, Fabrizio, Stefano, Fabietto e Riccardo; il viaggio ad Amsterdam e L'Aia con Piero per il MEP; di nuovo Maratea l'ultima settimana di Giugno con tutti e 12 i folli che siamo; la Tunisia io, Barby, Piero, Fabrizio, Stefano, Riccardo e Mattia; Parigi, io e Piero; Barcellona, per il viaggio di quinto; ed infine la Libia con papà, uno dei viaggi più belli di tutta la mia vita!!!!!
Come ho scritto già qualke tempo fa, alle volte vivere dei periodi così belli ti fa venire la paura di non riuscire ad eguagliarli mai più, ma ho avuto modo di constatare quanto futile sia stato questo mio timore: molte volte dagli eventi più inaspettati e insperati si creano delle situazioni che ti lasciano il sorriso dentro per tanto e tanto tempo...
E' vero, memories are bittersweet, good times we can't repeat, ma non potendo ricreare quei momenti siamo comunque in grado di crearne altri altrettanto belli e memorabili, se non addirittura di più...
In fondo, è l'incertezza di quello che ci aspetta domani che ci spinge ad andare avanti con tanto entusiasmo.... |
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